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Diabete sintomi

Diabete sintomi

Diabete sintomi

Parliamo di diabete: sintomi o, per meglio dire, assenza di sintomi. L'insorgenza del diabete di tipo 2, infatti, è caratterizzata dall'assenza di sintomi. La malattia progredisce lentamente, a volte per diversi anni, senza manifestare segni premonitori [1,2,3].

Ci sono comunque alcuni fattori di rischio che ne favoriscono lo sviluppo. I più importanti, escludendo gli effetti dell’invecchiamento, sono la sedentarietà associata a un’alimentazione non equilibrata. 

Entrambi questi fattori contribuiscono a una predisposizione all'eccesso di peso o all'obesità, condizioni che possono a loro volta portare allo sviluppo di un disturbo del metabolismo chiamato insulino-resistenza, aumentando così i rischi di diabete mellito tipo 2 [1,2,4].

Come misura preventiva, si raccomanda uno screening annuale a partire dai 40 anni, o prima in caso di predisposizione, anche quando non siano stati osservati sintomi del diabete di tipo 2 [4,5].

Diabete: sintomi principali e come ritardarne la comparsa 

I principali sintomi diabete tipo 2 sono quelli caratteristici dell'iperglicemia

  • Sete eccessiva (polidipsia);
  • Frequente bisogno di urinare;
  • Perdita di peso;
  • Appetito eccessivo;
  • Stanchezza cronica [3,4,5].

La progressione verso il diabete di tipo 2 può essere ritardata, a condizione che la diagnosi venga effettuata prima che si manifestino i primi sintomi diabete tipo 2 e che la glicemia non sia troppo elevata. In effetti, la diagnosi precoce consente di abbandonare uno stile di vita poco salutare, in particolare un’alimentazione non equilibrata e la mancanza di attività fisica, entrambi fattori chiave nello sviluppo del diabete di tipo 2 [1,2,4,6,7].

Lo screening è raccomandato per tutte le persone a rischio (storia familiare di diabete, peso eccessivo, ecc.) a partire dai 40 anni [1,2,4].

Diabete, sintomi senza manifestazioni: è possibile?

Prediabete e diabete: sintomi assenti sono possibili, anzi, frequenti. Prima della sua insorgenza vera e propria, la malattia può progredire lentamente per diversi anni senza mostrare sintomi del diabete [1,2,3].

La fase asintomatica, chiamata prediabete, è caratterizzata da un aumento della resistenza all'insulina e da un innalzamento dei livelli di zucchero nel sangue a digiuno. Il pancreas è sovraccaricato, si stanca e non riesce più a produrre la quantità di insulina necessaria per mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue [1,2,6].

Diabete: sintomi iniziali e prediabete

Si parla di prediabete quando il livello di glucosio nel sangue a digiuno è compreso fra 5,6 e 7,0 mmol/l di sangue, quando il livello di HbA1c è compreso fra il 5,7% e il 6,4%, oppure quando il livello di glucosio nel sangue è compreso fra 7,8 e 11,0 mmol/l a seguito di un test da carico orale di glucosio. Se i livelli sono più elevati, si considera la presenza di diabete di tipo 2 [6].

A causa dell'assenza di sintomi visibili, il prediabete viene spesso diagnosticato accidentalmente durante un esame del sangue per altre problematiche di salute [2]. 

Per identificare correttamente il diabete di tipo 2 prima che raggiunga uno stadio avanzato e diventi quindi potenzialmente pericoloso, si raccomanda di eseguire test del sangue regolari, che consentano al medico di rilevare eventuali livelli anomali di zucchero nel sangue e di effettuare ulteriori accertamenti [2,4].

Diabete, sintomi di affaticamento: un legame da monitorare

Quando si ha il diabete, sintomi comuni sono la stanchezza e l’affaticamento estremo [8,9,10,11,12,13]. Fra le persone che convivono con questa patologia, infatti, ben il 50% riferisce di sperimentare questi  sintomi del diabete [8,9,11].

È però fondamentale distinguere tra affaticamento acuto e affaticamento cronico, per riuscire a capirne meglio le origini e stabilire quali siano le soluzioni più adatte per gestirli [9,12].

Sia che si tratti di mancanza di forze, sonnolenza o calo di energia, molte persone affette da diabete di tipo 1 o diabete di tipo 2 raccontano di sentirsi frequentemente stanche [8,9,10,11,12,13].

Il motivo è che il diabete può essere accompagnato da diversi fattori, tra cui:

  • Disturbi del ritmo sonno-veglia;
  • Dimagrimento non voluto;
  • Sintomi depressivi (in alcuni casi).

Tutti questi sintomi sono elementi che influiscono in modo negativo sulla qualità della vita quotidiana [9,10,11,12,13].

Tra le cause dell’affaticamento, troviamo anche i risvegli notturni ripetuti provocati da episodi di ipoglicemia o dalla necessità di mangiare, bere o urinare durante la notte [9,10,11,12].

Inoltre, durante l’arco della giornata, i livelli di glucosio nel sangue tendono a variare. Queste oscillazioni quotidiane possono determinare fasi di ipoglicemia o iperglicemia, che provocano a loro volta numerosi disturbi [9,10,11,12]. Nel diabete, sintomi di questo tipo vengono identificati come forme di affaticamento acuto [9,10,11].

Quando, invece, la stanchezza persiste per oltre sei mesi, si parla di affaticamento cronico [9,10]. Questa condizione duratura è legata a un peggioramento di alcune funzionalità connesse alla malattia diabetica [9,10,11].

Esistono però dei rimedi ai sintomi del diabete, in particolare per l’affaticamento ad esso associato. Le condizioni che determinano l’insorgenza della stanchezza possono infatti essere affrontate e gestite.

Per tenere sotto controllo l’affaticamento, è essenziale verificare con regolarità la propria glicemia [9,10,11,12] con un glucometro o un CGM. Ristabilire un buon equilibrio dei valori glicemici, infatti, è uno dei modi più efficaci per recuperare le energie [9,10,11,12].

Diabete, sintomi: come combatterli a tavola 

Nel diabete, sintomi come l’affaticamento sono comuni. Ma è fondamentale sapere in che modo è possibile contrastarlo attraverso uno stile di vita corretto.

Seguire un regime alimentare equilibrato e vario, soprattutto se accompagnato da attività fisica per la maggior parte dei giorni della settimana, può portare numerosi vantaggi per chi convive con il diabete [14] e ridurre i sintomi del diabete di tipo 2.

Consumare porzioni adatte alle proprie esigenze può contribuire al controllo della glicemia e del peso corporeo [14]. In particolare, per seguire un’alimentazione salutare e capace di contenere i sintomi del diabete, è importante che i pasti comprendano cibi provenienti da tutti i gruppi alimentari [14], ovvero:

  • Ortaggi amidacei, come patate e piselli;
  • Verdure non amidacee, tra cui carote e verdure a foglia verde;
  • Frutta, come mele, arance e frutti di bosco;
  • Cereali (almeno il 50% integrali), ad esempio pane, pasta e fiocchi;
  • Fonti proteiche, tra cui carni magre, pesce, uova e frutta secca;
  • Latticini, preferibilmente a basso contenuto di grassi o senza grassi (latte e yogurt).

Consigli pratici per mangiare sano e tenere sotto controllo i sintomi del diabete 

Oltre alla scelta degli alimenti, alcune azioni concrete possono aiutare a seguire un’alimentazione equilibrata e a gestire i sintomi del diabete.


Tra queste troviamo:

  • consumare i pasti in orari regolari [15];
  • scegliere alimenti con un contenuto calorico moderato [15];
  • evitare cibi che contengono molti grassi saturi o trans, zuccheri e sale [15];
  • preferire l’acqua rispetto a succhi o bibite zuccherate [15;]
  • optare per la frutta come dessert al posto di dolci zuccherati [15];
  • prestare attenzione alle quantità servite nel piatto [15];- valutare l’uso di dolcificanti alternativi per tè o caffè [14];
  • organizzare i pasti in anticipo [14].

Fonti:

  1. Markku Laakso. Biomarkers for type 2 diabetes. Mol Metab. 2019 Sep; 27(Suppl): S139–S146.
  2. Samantha Roberts, Eleanor Barry, Dawn Craig, Mara Airoldi, Gwyn Bevan, Trisha Greenhalgh. Preventing type 2 diabetes: systematic review of studies of cost-effectiveness of lifestyle programmes and metformin, with and without screening, for pre-diabetes. BMJ Open. 2017; 7(11): e017184.
  3. Kung-Ting Kao, Matthew A Sabin. Type 2 diabetes mellitus in children and adolescents. Aust Fam Physician. 2016 Jun;45(6):401-6.
  4. Karly Pippitt, Marlana Li, Holly E Gurgle, Diabetes Mellitus: Screening and Diagnosis. Am Fam Physician, 2016 Jan 15;93(2):103-9.
  5. Raquel Vieira, Selma B Souto, Elena Sánchez-López, Ana López Machado, Patricia Severino, Sajan Jose, Antonello Santini, Amelia M Silva, Ana Fortuna, Maria Luisa García, Eliana B Souto. Sugar-Lowering Drugs for Type 2 Diabetes Mellitus and Metabolic Syndrome-Strategies for In Vivo Administration: Part-II. J Clin Med. 2019 Aug 28;8(9):1332.
  6. Zand A, Ibrahim K, Patham B. Prediabetes: Why Should We Care? Methodist Debakey Cardiovasc J. Oct-Dec 2018;14(4):289-297.
  7. Ewan R. Pearson. Type 2 diabetes: a multifaceted disease. Diabetologia. 2019; 62(7): 1107–1112.
  8. Maahs DM, West NA, Lawrence JM, Mayer-Davis EJ. Epidemiology of type 1 diabetes. Endocrinol Metab Clin North Am. 2010 Sep;39(3):481-97.
  9. Goedendorp MM, et al. Chronic fatigue in type 1 diabetes: highly prevalent but not explained by hyperglycemia or glucose variability. Diabetes Care. 2014.
  10. Kalra S, Sahay R. Diabetes Fatigue Syndrome. Diabetes Ther. 2018 Aug;9(4):1421-1429.
  11. Griggs S, Morris NS. Fatigue Among Adults With Type 1 Diabetes Mellitus and Implications for Self-Management: An Integrative Review. Diabetes Educ. 2018 Aug;44(4):325-339.
  12. Fritschi C, Quinn L. Fatigue in patients with diabetes: a review. J Psychosom Res. 2010 Jul;69(1):33-41.
  13. Jensen Ø, Bernklev T, Gibbs C, Moe RB, Hofsø D, Jelsness-Jørgensen LP. Fatigue in type 1 diabetes, prevalence, predictors and comparison with the background population. Diabetes Res Clin Pract. 2018 Sep;143:71-78.
  14. National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases. Diabetes diet, eating, and physical activity. Accessed August 2022.
  15. Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Manage Blood Sugar. Accessed August 2022. Available at: https://www.cdc.gov/diabetes/managing/manage-blood-sugar.html

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